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mercoledì 15 gennaio 2014

Una grande partecipazione…per mandarli a quel paese! -

Momenti di tensione, ieri sera, durante la seduta di Consiglio di Zona 7. Sono intervenuti moltissimi cittadini, alcune associazioni e il movimento “No canal” per manifestare contro la Via dell’acqua che attraverserà i parchi della zona. Protesta un po’ tardiva visto che il progetto fu trattato dal parlamentino cittadino più di un anno fa. Non si capisce dove siano stati fino ad oggi i residenti e gli amanti del Parco di Trenno. C’è chi, in particolare gli esponenti di Rifondazione comunista e Italia dei Valori presenti in aula, scarica come sempre le responsabilità sulla precedente amministrazione. Fortunatamente i cittadini non si sono fatti abbindolare e sanno bene che i loro esponenti – come ha dichiarato in aula il portavoce del comitato “No canal”, il 90% dei manifestanti nel 2011 votò il centrosinistra – avrebbero dovuto intervenire e invece hanno taciuto. Emblematico il commento di un signore seduto tra il pubblico “Basta sbandierare ai quattro venti la parola partecipazione: la campagna elettorale è finita, i cittadini vogliono risposte!”. Al momento, Pisapia tace e in agenda non c’è nemmeno un incontro programmato tra il Consiglio di Zona 7, che ha le competenze sui parchi, i tecnici di Expo e i manifestanti. Staremo a vedere, ma intanto il tempo passa e il 2015 è sempre più imminente mentre i lavori devono ancora cominciare. 





venerdì 6 dicembre 2013

Contro le vie d'acqua

Un nutrito gruppo di cittadini del comitato “No canal” è intervenuto nel Consiglio di Zona 7 convocato ieri sera, 5 dicembre, per protestare contro la realizzazione delle vie d’acqua. Nel maggio 2012 il Comune aveva modificato il progetto iniziale presentato nel 2010 da Regione Lombardia. Nessuno, nonostante i proclami elettorali riferiti alla partecipazione e al decentramento, si era preso la briga di consultare consiglieri e cittadini che vivono, in particolare, nei pressi del Parco di Trenno e del Parco delle Cave. Il comitato minaccia di bloccare i lavori ora che sono partiti con un notevole ritardo. Avevo espresso le mie perplessità da subito, ma l’amministrazione non ha voluto tenerle in considerazione. Più di un anno fa ritenevo inutile un esborso di quasi 90 milioni di € per un’opera che sicuramente non permetterà la navigabilità per la scarsa profondità dei canali. Inoltre, con le modifiche apportate al progetto iniziale, non è nemmeno certo che i canali possano essere utili per l’irrigazione dei campi per i sospetti legati alla contaminazione dei terreni. Infatti, gli incendi dolosi dell’estate 2012 hanno fatto venire alla luce alcune discariche abusive all’interno del Parco delle Cave e ad oggi l’ARPA non ha ancora reso noti gli esiti delle indagini eseguite. Non si capisce l’ostinazione di chi vuole portare avanti a tutti i costi un progetto inutile e osteggiato dai cittadini. Il Comune rivaluti il progetto e destini i fondi per progetti più utili e necessari alla città, come ad esempio investendo nell’ammodernamento dell’arredo urbano. Si pensi all’eredità che lascerà Expo 2015 a tutti i milanesi, scongiurando un canale che potrebbe diventare una “bomba ecologica” che rischia di contaminare non solo la periferia Ovest di Milano, ma una buona parte dell’hinterland milanese. 



mercoledì 4 dicembre 2013

Maran chieda a Babbo Natale una pista per le macchinine!

L'amministrazione comunale di Milano e in particolare l'assessore Maran, nonostante i pochi soldi a disposizione, hanno deciso d'imporre la loro ideologia a tutta la cittadinanza. Nessuno sente più parlare di partecipazione e di decentramento, ma i progetti arrivano nei consigli di zona a scatola chiusa: prendere o lasciare? Questo è successo ieri per le commissioni Mobilità dei Consigli di Zona 6 e 7 per l'intervento in via Caterina da Forlì, fatto di gincane e cordoli. Costo dell'operazione 450.000 €. Dopo il continuo spreco per spostare piste ciclabili o per realizzarne di nuove, pericolose e assolutamente inutili, la moda del momento è quella di realizzare "Aree a 30 km/h". Sarebbe preferibile che le poche risorse disponibili per il comparto strade venissero utilizzate per mettere in sicurezza gli incroci pericolosi, dove continuano gli incidenti stradali. A titolo d'esempio, mi vengono in mente gli incroci Paravia/Civitali o Ravizza/Domenichino.
Nel visionare certi progetti parrebbe che qualcuno si voglia divertire con le automobiline. Suggerisco all'assessore Maran di scrivere una letterina a Babbo Natale per chiedere una pista Hotwheels!


venerdì 29 novembre 2013

Cascina Case Nuove: un monumento all'incapacità



Cascina Case Nuove, monumento del retaggio storico della cultura popolare e agricola milanese, è diventata un monumento all’incapacità della Giunta Pisapia.
La maggioranza del Consiglio di Zona 7 ha votato in data 25/3/2012 il Piano Triennale delle Opere in cui tra gli interventi prioritari – per l’esattezza al quarto posto – veniva inserito il recupero della Cascina Case Nuove in via Paravia 22, nel quartiere di San Siro. Per 20 anni la Cascina Case Nuove ha versato in uno stato di abbandono e degrado e purtroppo le precedenti amministrazioni non sono mai potute intervenire per i vincoli imposti dalla Soprintendenza delle belle arti che, piaccia o no, hanno l’ultima parola in materia. La giunta Pisapia e in particolare l’assessore De Cesaris quando hanno dato l’okay ai lavori, evidentemente, non sapevano dei vincoli e ancora una volta risulta lampante l’improvvisazione e l’inadeguatezza di questa amministrazione. Sembra una barzelletta, ma quel poco che era rimasto in piedi nell’arco di un ventennio è stato portato via dal vento arancione del cambiamento. Non c’è più il tetto e le pareti di pregio, bell’esempio di architettura rurale, sono state cancellate da una gettata di calcestruzzo. I cittadini pagano, ma anziché una nuova struttura pubblica ricettiva da aprire al pubblico del quartiere, ci ritroviamo un monumento all’incapacità di Pisapia e dei suoi compagni.