domenica 14 ottobre 2012

#TUTTIACASA!!!!

Gli accadimenti politici della settimana appena trascorsa, culminati con l'arresto preventivo dell'assessore Zambetti per l'accusa di voti di scambio con la 'ndrangheta, mi hanno profondamente colpito. Ho saputo della notizia mentre stavo recandomi in piazza San Babila per aprire il gazebo a sostegno dell'operato della giunta formigoniana, utile a raccontare ai lombardi come mai nella nostra regione il sistema funziona ed è eccellente - la Lombardia è tra le prime quattro regioni d'Europa -. Non sono riuscito ad avvicinarmi a quel gazebo perché stanco di prendermi insulti per colpe non mie. Ho vagato tutta la mattina in piazza del Duomo come un ragazzino che bigia la scuola. Mi sono posto tante domande e ad alcune non trovo risposte. Non voglio più prendermi insulti al posto di altri, stiano loro con i -7ºC a dar volantini con il sorriso sulla faccia mentre il passante di turno ti urla "ladro" senza sapere chi diavolo sei. La passione politica mi ha spinto a fare molte rinunce, soprattutto negli ultimi due anni - da quando rivesto un ruolo importante, seppur marginale, nella città che amo -. Mi divido tra lavoro e attività politica, lasciando in secondo piano famiglia e affetti. Mi sveglio presto la mattina e rincaso tardi la sera oppure mi addormento stremato sul divano alle 10 di sera. Il mio tempo libero lo dedico ad ascoltare la gente comune e provando a risolvere i problemi degli altri, mentre trascino per le lunghe i miei o non mi accorgo di quello che avviene attorno a me e ai miei cari. IO NON CI STO! È ora di dire basta a questa politica autoreferenziale e al malaffare di molti politici corrotti e furfanti. Per ognuno di questi ci sono centinaia di buoni amministratori.



In questi giorni di scoramento mi sarebbe piaciuto vedere i giovani studenti manifestare non solo sotto il Pirellone e il palazzo Lombardia. Il movimento studentesco da sempre viene usato per le proteste di piazza da una certa sinistra che ha interessi a mandare avanti altri al posto loro. Mi piacerebbe vedere i manifestanti sotto al palazzo dove governa Vasco Errani con i suoi 34 addetti stampa e le sue spese incontrollabili. Sarebbe bello vedere gli stessi ragazzi tirare per l'orecchino il compagno Niki Vendola, indagato per affari sporchi nella sanità pugliese, che è stato uno dei promotori della tutela dell'acqua come bene pubblico, ma nella regione da lui governata è ancora gestita da una SpA. Avrei voluto vedere insorgere i giovani mentre arrestavano il compagno Goracci, vicepresidente delle Marche. Nessuno grida allo scandalo dopo aver visto l'intervento in consiglio di tal Maruccio - capogruppo IDV in Lazio - dopo il caso Fiorito...lo stesso Maruccio che è stato successivamente indagato per rimborsi sembra da lui intascati per un totale di 700.000 €. Nemmeno una lamentela per gli oltre 400 indagati del PD in tutta Italia. A Roma i media montano ad arte la protesta contro Alemanno quando nevica e la Capitale si paralizza, ma nessuno grida allo scandalo per Napoli che si trasforma in Venezia alla prima pioggia autunnale. La notizia dei 1.300 magistrati che hanno presentato ricorso, vincendolo, contro i tagli al loro stipendio è passata in sordina, i giornalisti guardano altrove perché il demone della malapolitica sta solo a destra, a sinistra sono solo compagni che sbagliano, può capitare.  Questa è l'Italia, il Paese dell'incoerenza! 

La Lega Nord minaccia dimissioni immediate dei propri consiglieri, rispolverando la vecchia litania del celodurismo. Com'è possibile voler far saltare un'alleanza che in 17 anni ha portato la Lombardia a risultati eccellenti in Europa e nel Mondo? In queste minacce dove sta l'interesse del prima il Nord? Io chiedo pubblicamente ad Angelino Alfano di cambiare la tattica moderata e attendista per dare un forte segnale al nostro elettorato e ai nostri esponenti in ogni angolo del Bel Paese. Vengano azzerate tutte le giunte comunali, provinciali e regionali in cui governiamo. Se amate il nostro Paese andatevene tutti a casa. Dobbiamo fare pulizia all'interno del nostro partito per riconquistare la credibilità di un tempo. Qui non si tratta di resettare solo il PDL - ah, com'è lungimirante il nostro amato Silvio (!!!) -, ma di stravolgere completamente il Paese, per il bene degli italiani! Ci sia una nuova classe dirigente, selezionata sulla base del merito, che possa pensare un po' meno allo stipendio e un po' di più al bene comune. Fare politica è un servizio verso gli altri, non verso sé stessi e le proprie tasche. Le elezioni dell'anno prossimo siano occasione di unità del Paese per riformarlo completamente nella Costituzione, nelle leggi, nella tassazione che sta uccidendo le imprese. Ben venga una nuova Costituente e che vengano fatte le riforme di cui abbiamo bisogno, mantenendo le promesse anche a costo d'impopolarità e nonostante gli inevitabili sacrifici, ma di tutti!




domenica 30 settembre 2012

Regali agli amici degli amici


Nella seduta consiliare di giovedì 27/9, il Popolo della Libertà, l'opposizione tutta e l'esponente dell'IDV che siede in Consiglio di Zona 7 hanno votato contro la proposta presentata da Italia Nostra per la riqualificazione della cava Ongari-Cerutti. Ritengo che debba essere prima fatta chiarezza su quanto accaduto lo scorso agosto, riferendomi agli incendi di probabile origine dolosa divampati nell'area naturalistica. Sono in corso accertamenti da parte dei tecnici di ARPA per verificare la contaminazione dell'area prodotta dall'amianto emerso. Successivamente dovrà essere aggiornato il piano di caratterizzazione dell'area Ongari-Cerutti, per poi indire regolare bando di gara (come insegna l'affaire SEA-Gamberale...) per eventuali bonifiche e valutare i progetti concorrenti. Il Parco delle Cave è un patrimonio dei milanesi e l'area in questione necessita di intervenenti di manutenzione non rimandabili, ma è indispensabile che ci sia condivisione con gli altri soggetti operanti nel parco, come previsto dalle linee guida stipulate in passato anche da Italia Nostra. È necessario che il responsabile del Parco delle Cave, Cesare Salvetat, convochi quanto prima il tavolo di lavoro come definito dal modello di gestione del parco. Non ho alcuna pregiudiziale contro Italia Nostra, che mi riferiscono essere eccellenza nel suo campo, ma mi risulta quanto meno ambiguo il metodo con cui è arrivato sui nostri banchi un unico progetto presentato da chi, per i più maliziosi, sembra essere vicino al centro sinistra e per far seguito a "promesse elettorali" agli amici degli amici. Stiamo valutando azioni legali per tutelare i frequentatori del Parco delle Cave perché riteniamo più importante la salute e la sicurezza dei milanesi. 
Alessandro De Chirico 

giovedì 26 luglio 2012

Area C, figura di M!



Per la prima volta nella mia "giovane" carriera politica, nonostante il sollazzo nel leggere i giornali di questa mattina, vorrei fare una riflessione, diciamo ad alta voce.     
Inutile dire che la sospensione di Area C giunge come un fulmine a ciel sereno. Il Consiglio di Stato, riconoscendo il danno economico causato al proprietario del silos Mediolanum Parking all'interno dei bastioni, ha decretato la sospensione del ticket d'ingresso in centro.  
A mente fredda, oggi, mentre ero come tutti i giorni bloccato nel traffico della circonvallazione, pensavo alle conseguenze per la nostra città. Il Comune di Milano ha impiegato uomini e risorse per l'Area C. Ogni giorno sono stati "staccati" tantissimi biglietti d'ingresso e altrettante sanzioni comminate a chi non si è regolarizzato. Sono stati fatti ricorsi e presentate class action. Penso ai commercianti No Area C, penso ai residenti No charge, penso ai comuni dell'hinterland, penso al sistema di pagamento con Telepass non funzionante, penso alle 30.000 multe inviate il giorno dopo la chiusura della raccolta firme per il referendum abrogativo. Uffici del Tribunale di Milano si sono dedicati a tutto ciò e non alle tantissime cause ferme, impantanate, da anni. Insomma, tempo e soldi pubblici gettati al vento. Soldi pubblici nostri! A ottobre si saprà, forse, come andrà a finire questa storia. Vincerà l'interesse particolare? Oppure vinceranno le casse comunali?
Da cittadino critico, comunque vada, mi domando: non sarebbe stato opportuno chiedere un parere costituzionale prima che venisse introdotta l’Area C? Se il Comune dovesse perdere la causa significherebbe dover risarcire milioni di €...con soldi pubblici!       
Questo episodio dimostra ancora una volta la totale impreparazione di chi sta governando la nostra città accecato dall'ideologia di chi ci "vuole educare", costi quel che costi, senza conoscere la materia che ci vogliono insegnare.           
L'assessore Maran, anziché utilizzare i soldi dell'aumento del biglietto ATM per aggiustare l'aria condizionata sui mezzi, chiede di aprire i finestrini della metro per affrontare il troppo caldo. Pierfrancesco Maran, anziché predisporre la consueta disinfestazione, posiziona inutili bat box per contrastare le zanzare. Lo stesso che ha "inforcato" la bicicletta per rendere impossibile la vita di chi vuole liberamente circolare in auto, dopo essersi indebitato per acquistare un Euro 5 o similari. Ora questa colossale gaffe agli occhi di tutti gli italiani decreta l'ennesimo fallimento del centro sinistra. Il fallimento della demagogia "talebana" di provvedimenti non idonei a una Metropoli come Milano.        
Aspettiamo a giudicare, certo, non spetta nemmeno a noi farlo, ma mi auguro che qualcuno prenda provvedimenti contro l'incapacità.

giovedì 28 giugno 2012

L'abbandono delle periferie



È passato un anno da quando Giuliano Pisapia si è insediato a Palazzo Marino. A distanza di pochissimi minuti s’affrettò a dichiarare che sarebbe stato il sindaco di tutti e Nicky Vendola, segretario del partito di cui Pisapia è tesserato - Sinistra Ecologia e Libertà -, abbracciò simbolicamente i fratelli rom. È passato un anno dalla festa di piazza Duomo in cui la folla si radunò con ogni vessillo arancione per gridare al vento - del cambiamento? - che Milano era stata liberata…da chi non ci è ancora dato saperlo.
Durante la campagna elettorale, gli impegni del candidato di sinistra spaziavano dai salotti buoni del centro - su tutti casa Milly Moratti, la signora dei petroldollari che amava farsi immortalare con la bicicletta targata NO OIL - per arrivare alle periferie più degradate. Da un attento esame dei dati a disposizione, il ribaltone politico si materializzò proprio nelle sezioni elettorali della periferia, grazie all’aiuto dei molti comitati creati ad arte negli anni da chi nutriva il risentimento verso il buon governo dell’amministrazione di centro destra. Le associazioni e i centri sociali riuscirono a mobilitare la massa con la promessa che votando Pisapia sarebbe cambiato tutto - …sì, in peggio! -. Lo stesso sindaco, nei primi mesi di mandato, ha ripetuto più volte che la sua amministrazione avrebbe avuto a cura le periferie. Parzialmente aveva ragione: infatti, grazie ad Area C il centro sta morendo.
In realtà, le periferie non godono di miglior salute. Secondo i dati della Prefettura, nel capoluogo lombardo i furti sono aumentati, in un anno, dell’11% e le rapine del 34,6%. Nell’ultimo mese, Milano vanta il triste primato di 26 violenze carnali, di cui ben 4 in un solo giorno. A causa della mancanza dei presidi delle Forze Armate sul territorio e della promessa mai mantenuta del potenziamento dei vigili di quartiere, le strade della periferia sono preda di qualsiasi tipo di crimine: spaccio, illegalità, stupri, sporcizia, prostituzione, scippi, furti di rame, incendi dolosi. Ogni mercato di quartiere è frequentato da zingari - nomadi, come vengono amichevolmente chiamati dai kompagni - e l’accattonaggio è un fenomeno largamente diffuso a ogni semaforo. Il numero dei “fratelli rom” è incrementato del 300% e, se non ci si crede, basta andare a vedere nei pressi del ponte della Ghisolfa l’indecente baraccopoli che nessuno sgombera. La Polizia Locale ha avuto l’ordine tassativo di lasciare in pace e di non chiedere i documenti ai senza fissa dimora.
Recentemente, in consiglio di Zona 7, un gruppo di cittadini è venuto per due volte consecutive a chiedere e a sollecitare un intervento tempestivo nel cosiddetto “Quadrilatero della paura”, nei pressi di piazza Selinunte. È inutile elencare i crimini che vengono commessi alla luce del sole, ma da quando il presidio dell'esercito nella suddetta piazza non c’è più la percezione d'insicurezza è molto forte. Il circondario, a causa dei lavori di A2A, ha subito delle variazioni viabilistiche anche dei mezzi ATM e si segnalano aggressioni - fortunatamente solo verbali anche se accompagnate da minacce con pezzi di legno divelti dalle panchine o altri oggetti contundenti - agli utenti delle linee automobilistiche costretti a percorsi pedonali astrusi con la scarsa illuminazione serale. La giusta cornice a questa situazione ormai intollerabile è l'abbandono di rifiuti ingombranti che rimangono sul ciglio dei marciapiedi per settimane prima che AMSA faccia pulizia.
In conclusione, la mappatura delle criticità promossa dall'assessore Granelli non risulta essere affatto utile alla risoluzione dei problemi, mentre sarebbero opportune azioni concrete e tempestive di contrasto alla criminalità. La periferia è sempre più distante dal centro, nonostante le promesse, e la piazza dove s’è celebrato il primo compleanno di soviet supremo a Milano desolatamente vuota.



Via Paravia



Via Tracia angolo via Morgantini


Via San Giusto



Di tutti i rifiuti abbandonati solo questo mucchio era destinato ad AMSA


Stesso angolo a distanza di una settimana: qualcuno si è impossessato dei cuscini...



Il composit delle foto delle feste di Pisapia è tratto da milanopost.info

martedì 19 giugno 2012

Pisapia come Schettino

L'atteggiamento di Pisapia nei confronti dell'Expo assegnato a Milano farebbe sorridere se non fosse che a rimetterci sono tutti gli italiani. 
Infatti, il sindaco di tutti, il giorno prima di un importante incontro con il BIE - bureau international des expositions -, ha rassegnato le dimissioni da commissario di Expo 2015.
Doveroso un breve riassunto. 
Nel 2008 la città di Milano riceve l'incarico di ospitare l'esposizione universale del 2015. All'epoca, Letizia Moratti era primo cittadino e primo ministro il prof Romano Prodi. L'entusiasmo ha coinvolto tutti gli italiani, di qualsiasi pensiero politico. Expo significa fondi, fondi a disposizione significano strutture, strutture ricettive significano turismo, turismo significa indotto, indotto significa guadagno economico più o meno diffuso. Nel 2010 andai a Shanghai per capire cos'è realmente l'Expo. Si sa, la Cina non è l'Italia e non bisogna commettere l'errore di rapportare le due manifestazioni. Da subito la sinistra più radicale ha puntato il dito contro presunti appalti truccati - ancora da assegnare quindi difficilmente pilotabili - e nel 2011 la campagna per le comunali ha visto tantissime dichiarazioni d'intenti del candidato sindaco Pisapia in merito alla proposta minimalista dell'evento. Qualcuno parlò di lasciare in eredità alla popolazione meneghina un parco agricolo - Boeri primo fra tutti nonostante la consulenza al Comune di Milano per il progetto iniziale - e ci fu un voto referendario a sancirlo. All'indomani dell'elezione a sindaco di tutti, Pisapia iniziò a "fare i capricci" ché in veste di sindaco gli spettava l'incarico paritetico con il governatore Roberto Formigoni perché l'Expo era stato assegnato a Milano e non alla Lombardia. L'allora governo Berlusconi, data l'importanza, nominò commissario straordinario il nostro Pisapia e commissario generale Formigoni. I due avrebbero dovuto collaborare. Non ho difficoltà ad immaginare che in tutto questo il segretario generale del BIE abbia notato le solite beghe all'italiana, i litigi inconcludenti sul nulla che non portano a niente se non alla perdita di tempo e di energie. Inizialmente, tra le varie deleghe assegnate a Boeri compariva anche quella dell'Expo, ma gli scontri interni alla giunta aranciorossa - soprattutto tra Pisapia e Boeri - portarono alle dimissioni - poi respinte - dell'archistar Boeri. Pisapia ha tenuto per sé la delega così ambita. 
A febbraio 2012 veniva presentato il progetto delle vie dell'acqua che collegheranno il sito espositivo di Pero con la Darsena di Milano. Meraviglie delle meraviglie! Niente affatto, le vie dell'acqua - nonostante il nome fuorviante - saranno navigabili per un brevissimo tratto. I 17 milioni di stanziamento previsto dal Comune di Milano serviranno ad "abbellire" alcuni scorci di città. I canali che passeranno dalla Zona 7 serviranno per irrigare gli orti e le aree verdi limitrofe al Parco di Trenno, al Bosco in Città e al Parco delle Cave dove sono anche presenti laghetti artificiali. Ho espresso la mia contrarietà per un esborso così importante per le esigue casse comunali, mentre trovo più opportuna la riapertura dei Navigli che si trovano nel centro città. Per questo progetto - sicuramente più dispendioso -, attraverso la stessa tornata referendaria di cui sopra, i milanesi votarono a favore e regione Lombardia ha da sempre dato la propria disponibilità alla destinazione di fondi. A mio avviso, il progetto risulta essere ancora più necessario visto l'intendimento di allargare la cerchia dell'Area C e necessario anche per il trasporto merci a filiera corta. Ritengo che la salvaguardia ambientale debba essere lungimirante e non improntata al breve periodo. 
Passano i mesi e, fino agli inizi della settimana scorsa, non si è letta o sentita una sola dichiarazione del sindaco Pisapia in merito a richieste verso il governo per sbloccare lo stanziamento di aiuti economici in vista di Expo pena le dimissioni dello stesso dall'incarico. Il sindaco si è svegliato il giorno prima della riunione a Parigi avanzando una pretesa che per lo stato attuale della crisi economica globale è impossibile portare ad adempimento. Davanti al BIE si è presentato un Formigoni esterrefatto per quanto successo e per le dichiarazioni di Pisapia che non aveva alcuna intenzione di ritirare le dimissioni. Immaginatevi i pensieri di chi si trovava a Parigi: "Ah, les italiens...Pisapià est égal à Schettinò!!!". 
Non risulta in nessun atto che il BIE stesse per revocare l'Expo a Milano, mentre invece il progetto italiano viene ritenuto convincente e ben calibrato, a cui è bene ricordarlo hanno già aderito ben 87 partecipanti. Proprio perché l'impresa è difficile c'è bisogno dell'entusiasmo e dell'impegno di tutti affinché venga sancito il buon esito di Expo 2015. C'è stato un incontro con il premier Monti che per il 2012 ha ribadito di non poter sbloccare fondi e nemmeno di poter allargare le maglie del patto di stabilità. Perseguire la strada della ritirata significherebbe la perdita di credibilità internazionale di Milano e dell'Italia - una figuraccia planetaria! -, infrastrutture cancellate dal progetto di modernizzazione della città e il pagamento di corpose penali al BIE.
Non abbiamo bisogno dei "capricci" di Pisapia che, per la cronaca, ha ritirato le dimissioni anche se continuano le polemiche e i suoi tentennamenti.



mercoledì 23 maggio 2012

Falchi, colombe, corvi, galline e piccioni.

“Ce l’AVETE fatta?”. A domandarcelo non sono stati i 27.700 milanesi che hanno firmato la nostra richiesta di referendum abrogativo dell’Area C, ma esponenti di spicco e tesserati militanti del Popolo della Libertà. Dietro questa richiesta s’intuisce la vera spiegazione del nostro parziale insuccesso. A differenza dei referendum consultivi – per cui la legge prevede la sottoscrizione di soltanto 10.000 firme – quelli abrogativi richiedono 30.000 firme. Dal 6 dicembre al 18 maggio ABBIAMO avuto a disposizione all’incirca cinque mesi e mezzo per arrivare alla soglia richiesta. Personalmente, ho organizzato dei gazebo anche durante il periodo invernale. Ricordo un’intera giornata passata in corso Vercelli con alcuni colleghi consiglieri di Zona 7, con due certificatori – uno consigliere provinciale e l’altro consigliere comunale – e i ragazzi di Azione Giovani. Ricordo i – 6° C che mi entravano su per la schiena e la neve ammonticchiata al nostro fianco. Ricordo un consigliere regionale del NOSTRO PARTITO che ci guardava da lontano senza avvicinarsi a darci il suo sostegno. È passato l’inverno e poi c’è stato il congresso partitico della Grande Milano con l’elezione del nuovo coordinamento. Era il 3 marzo. Dopo un breve periodo d’inevitabile assestamento, Giulio Gallera e tutto il suo staff – che ringrazio per l’impegno profuso in questo periodo – hanno messo in piedi una macchina organizzativa senza precedenti, predisponendo circa 250 gazebo in poco più di un mese. Cosa mai vista nemmeno ai tempi d’oro di Forza Italia, quando il nome di Silvio Berlusconi era sinonimo di garanzia. Il vento cambia, lo sappiamo. Gallera avrebbe potuto non accettare la sfida dell’Area C “ereditata” da non si sa bene chi. Per lui è stato più importante metterci la faccia e scendere nuovamente in strada per andare incontro a tutte quelle persone che dopo un anno sentono la mancanza di un’amministrazione comunale competente. Abbiamo ricevuto le lamentele di chi si è già pentito di aver votato il “Sindaco gentile”, che ha portato al governo della NOSTRA CITTÀ la sua demagogia statalista condita da tasse tasse e ancora tasse. I molti che non credevano alle nostre parole, né in riferimento alle 22.000 multe furbescamente ancora tenute nel cassetto di Palazzo Marino e non ancora inviate né all’ampliamento della cerchia fino alla linea ferroviaria, si cospargeranno la testa di cenere per l’occasione persa. Dopo la scadenza della sperimentazione di Area C prevista per il 16 luglio p.v., il Comune accolga le modifiche maggiormente richieste dai milanesi, tra cui:
- esenzione dal pagamento per i residenti;
- ridefinizione del perimetro dell’area C così da sottrarre le scuole e gli ospedali collocati sul confine;
- esenzioni per tutti i lavoratori - infermieri, personale delle società delle pulizia, baristi, camerieri, etc - che sono costretti ad entrare in centro prima delle 19.30 e finiscono di lavorare a tarda sera (molte sono le aziende che stanno riducendo il personale nell’area C per fronteggiare il calo di vendite dovute in parte alla crisi, ma anche alla minor accessibilità dei servizi da loro offerti);
- ingressi gratuiti per chi deve recarsi in ospedale per esami, visite o donare il sangue;
- riduzione dell’orario dell’area C;
- riduzione tariffaria per chi ha provveduto al cambio dell’autovettura con veicoli meno inquinanti;
- non ostacolare l’accesso all’area C alle famiglie numerose che non trovano nei mezzi pubblici un valido mezzo economico, oltre che sicuro, che possa aiutarli a trasferirsi all’occorrenza in migliori siti centrali della nostra città;
- incentivi per i cambi delle caldaie condominiali desuete e inquinanti.
Nonostante il difficile sostegno al governo e in un momento di forte tensione sociale in cui l’antipolitica ottiene sempre più consensi, abbiamo dimostrato che il Popolo della Libertà almeno a Milano è un partito vivo e che raccoglie molti consensi. È arrivato il momento di mettere all’angolo chi non fa altro che crogiolarsi dall’alto della propria poltrona: o si rema tutti nella stessa direzione senza distinguo oppure lorsignori si trovino cadreghe di altri partiti. Nel nostro partito non vogliamo più falchi, colombe, corvi, galline e piccioni. Per stile non farò nomi, ma noi non vi vogliamo! Nel PDL c’è gente che merita di più. Gli elettori non vogliono politici auto referenziali che non danno risposte nemmeno a chi li ha votati. Lavoriamo tutti insieme per il progetto liberale in cui ha sempre creduto il presidente Berlusconi e tutte le persone a cui ha dato fiducia in questi anni.
Un sentito e doveroso ringraziamento va dato a tutti i volontari militanti e non, ai residenti No Charge, ai negozianti No Area C, agli amici Promotori Azzurri, al Club Arcobaleno, ai consiglieri di tutte le zone che si sono sbattuti fino in fondo, ai consiglieri comunali e provinciali che sedevano al nostro fianco, agli assessori della Provincia di Milano che hanno dato il loro contributo, a quel paio di parlamentari che hanno organizzato incontri. Si riparta quanto prima con una concreta alternativa politica per il bene della nostra Milano, assediata in questi giorni dagli okkupanti della Torre Galfa prima e di Palazzo Citterio poi, preoccupata dai proclami di altri che a loro volta vorrebbero okkupare spazi dismessi. Si prosegua a far politica in mezzo alla gente, facendo sventolare con orgoglio le nostre bandiere.



L'articolo ripreso da Affaritaliani

domenica 20 maggio 2012

Cercasi spazio da okkupare a spese del Comune

Caro Giuliano,
sindaco di tutti, regalami la Cascina Case Nuove, a San Siro, che da un trentennio cade a pezzi a causa di un inutile vincolo delle belle arti. Vorrei creare uno spazio ricreativo per la periferia, mi andrebbe bene anche l'ex Bingo di via Ricciarelli. Ti sei dimenticato delle tue innumerevoli promesse fatte in campagna elettorale? Noi no!


Iniziativa di Libero

mercoledì 2 maggio 2012

La testa non sa quello che fa il braccio

Qualcuno mi ha chiesto a cosa è dovuto il fatto che da un po' di tempo non scrivo sul mio blog. La totale assenza di proposte della maggioranza di zona 7!
La mia attività politica si è concentrata molto sulla raccolta di firme contro Area C. Dopo tre intense settimane l'obbiettivo delle 30.000 firme, da perseguire entro il 18 maggio, è molto più vicino. L'attività in Consiglio di zona si è sempre mossa di pari passo, ma più che patrocini vari a qualche più o meno lodevole attività associativa zonale non si è fatto un granché.
In campagna elettorale Pisapia, e la sua coalizione politica, aveva parlato di aumentare i poteri delle zone per attuare un decentramento reale che procedesse verso l'istituzione della Città Metropolitana. Ottimo auspicio. Tutto è rimasto sulla carta e le nostre mansioni sono state limitate ancora di più.
Emblematico l'esempio della sicurezza. Da quando siamo stati eletti non facciamo che richiamare l'attenzione su questo punto. La maggioranza ha risposto all'emergenza con la proposta di mappare mensilmente le criticità pervenute dai residenti, dalle associazioni operanti sul territorio e da noi consiglieri. Con scadenza trimestrale, ogni presidente della commissione POLITICHE SOCIALI - come è stata denominata quella di competenza sulla tematica così cara ai cittadini - si dovrebbe incontrare con l'assessore Granelli. Abbiamo sempre sostenuto che non si può pensare di risolvere la questione con queste tempistiche. Passano i mesi, i problemi persistono fino ad aggravarsi e dei vigili di quartiere nemmeno l'ombra. Le nostre "bandierine" sulla mappa della sicurezza sono ben localizzabili e i reati ben riscontrabili sul posto, niente è stato fatto. Bisogna far presidiare il territorio dall'esercito - rinchiuso nelle caserme in attesa di non si sa cosa - forse dei carri armati appena comprati dal governo Monti -, ma stipendiato dai soldi dei contribuenti -. Alla risposta dataci che non è possibile garantire la SICUREZZA con il pattugliamento del territorio da parte delle Forze dell'Ordine per carenza di fondi, abbiamo consigliato d'investire nelle videotelecamere di sorveglianza. Ci hanno risposto che non è una priorità dell'attuale maggioranza. Oggi il colpo di scena: l'ordine del giorno della commissione di lunedì 14 maggio vertirà sul progetto della videosorveglianza. Crediamo che ogni commento sia futile, ma questo cambio repentino d'indirizzo denota, almeno, scarsa comunicazione tra componenti della stessa maggioranza.
Siamo buoni, pensiamo che le nostre proposte abbiano finalmente trovato un interlocutore, ma la periferia non sa quello che verrà messo in atto dal centro. Non era stato presentato un programma elettorale? Certo, Pisapia l'aveva definito "il libro dei sogni"...già! La realtà dei fatti parla di demagogia, di nuove tasse, di tolleranza verso "i fratelli rom" e di scarsa considerazione del ruolo politico della minoranza che vorrebbe contribuire al conclamato cambiamento, ma che nella realtà dei fatti non trova concretezza. Svegliati, Milano!


sabato 7 aprile 2012

Santa Pasqua di Resurrezione

Auguri di Buona Pasqua a tutti, con la speranza che ciò che ci unisce sia più forte di ciò che ci divide.

giovedì 29 marzo 2012

Area S come Stadio

L'introduzione dell'Area C ha fortemente penalizzato il traffico automobilistico di alcune arterie principali della città, unitamente alle vie imboccanti la circonvallazione. Alcuni quartieri sono maggiormente colpiti dai lavori della MM5 e del teleriscaldamento. L'amministrazione comunale, più volte da me sollecitata con interrogazioni e articoli sui giornali, tace e dimostra sempre di più la sua totale incapacità nel dare risposte immediate e concrete ai cittadini. La mia battaglia affinché  venga ripensato il percorso delle linee sostitutive dei mezzi pubblici della zona è costante almeno quanto il progredire dei cantieri. Nel quartiere di San Siro l'esasperazione tocca punte elevate in concomitanza delle partite calcistiche di cartello. Sono anch'io residente nei paraggi e ne ho i parcheggi pieni! Sabato e ieri sera ci sono stati due big match e il traffico si è paralizzato per ore, soprattutto a causa dell'inciviltà di chi posteggia persino nel centro via alberato con doppio marciapiede rinforzato. I vigili, a cui si chiede un pronto intervento, rispondono che non sanno cosa fare - suggeriamo migliaia di multe -. In autunno, ad alcuni cittadini è stato intimato l'ordine di aspettare a rientrare nelle proprie abitazioni a causa dell'intenso traffico e della chiusura, a fine partita, del senso di marcia verso lo stadio.

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Via Tesio è chiusa per il cantiere della metropolitana, via Gianicolo pure, Via Morgantini è sovraccarica dal traffico deviato. Via dei Rospigliosi e via Gavirate hanno carreggiate ridotte. Via Ricciarelli chiusa. In più, il traffico è ora deviato da via Harar a via Patroclo/Ippodromo/Pinerolo: lunedì - primo giorno di deviazione, non ricordandomelo - da viale Murillo al CDZ, facendo quel tragitto, ci ho messo 25 minuti, passando dal tratto aperto di via San Giusto ce ne vogliono solo 10. Nemmeno la maggioranza di Zona 7 ha il coraggio di negare che i lavori abbiano stravolto la viabilità. Dalla Centrale, ieri, ho impiegato 70 minuti per tornare a casa, in metrò ce ne avrei messi 30: la differenza sta tutta qui. Chi lavora e ha diversi appuntamenti nell'arco della giornata deve essere libero di circolare, discorso diverso è muoversi per svago. La giunta Pisapia vuole "educare" i milanesi? Benissimo, lo faccia anche con i tifosi, gli introiti economici non verrebbero ridimensionati, anzi. La mia proposta è quella di creare un'Area S che impedisca l'accesso all'area adiacente allo stadio. I residenti esterni all'Area S si rechino al Meazza con i mezzi pubblici - ciò accadrà solo quando verranno aumentate le tariffe dei parcheggi e iniziando con la tolleranza zero nei confronti di chi lascia l'auto in sosta illegale e abusiva, ad oggi impunita -. Chi viene da fuori Milano sia obbligato a lasciare la macchina nei parcheggi d'interscambio pressochè vuoti - Lampugnano, Bisceglie, Famagosta per citarne solo tre -. Ne guadagneremo tutti in salute. Non vogliamo che si ripetano le scene caotiche riscontrabili in qalsiasi giorno e a qualsiasi ora sulla circonvallazione esterna. Chiaramente, ATM deve garantire un potenziamento dei mezzi pubblici e un servizio di navetta da e per lo stadio degno di una delle quattro città più propulsive dell'economia europea. Non è auspicabile attendere l'ultimazione dei lavori della MM5 prevista nel 2015 come qualche esponente di governo della Zona 7 vorrebbe. Altro che realizzare una ZTL a Figino dove c'è un quartiere di 5.000 persone circa. Per il quartiere San Siro non si tratta di scelte ideologiche o per "coltivare" il proprio orticello di voti. Si tratta di sanare una situazione che rischia di diventare fuori controllo. Voi ci state? Io Sì!