martedì 20 marzo 2012

Una rondine non fa primavera

All'ultimo punto all'ODG della seduta del 19 marzo 2012 si delibera di dare il patrocinio gratuito alla società sportiva Bergamo Scuba Angels per l'esercitazione che si terrà domenica 25 marzo con il lancio di sommozzatori da un elicottero che si fermerà sopra lo specchio d'acqua della Cava Cabassi. Il neo eletto consigliere del Movimento Cinque Stelle, Paolo Conconi, ha reso noto che questa è la stagione degli accoppiamenti di certe specie di volatili presenti nel Parco della Cave. Oltre al danno ecologico - sono presenti anche dei pennuti protetti dalla legge - ho sollevato la questione legata alla sicurezza sia del personale che farà l'esercitazione sia dei numerosi presenti al parco di domenica. Mi sono indignato per la leggerezza con la quale il presidente della commissione sport e il gruppo dei Verdi - presente in CDZ 7 con ben due consiglieri - abbiano trattato l'argomento senza approfondire certi aspetti. Troppo spesso, per superficialità, sono accadute tragedie di cui, mi auguro, non vengano aggiornate le statistiche domenica prossima.

L'Italia s'è desta, Pisapia e Tellini dormono

La giornata del 17 marzo, pur non essendo festa nazionale, è stata proclamata dal governo tecnico come solennità civile, per ricordare il giorno in cui è avvenuta la proclamazione del Regno d'Italia sotto Vittorio Emanuele II di Savoia. Il sindaco gentile si dimentica di organizzare qualche manifestazione per la chiusura dei festeggiamenti del 150º anniversario dell'Unità d'Italia, non partecipando nemmeno alla cerimonia ufficiale organizzata da Napolitano, a Roma. Mi risulta che Pisapia fosse impegnato all'acquario civico di Milano per una conferenza sul digitale applicato alla mobilità cittadina - si è parlato di software per il calcolo di percorsi pedonali e applicazioni per il cellulare per rintracciare la pista ciclabile più vicina (...) -. Il giorno seguente, domenica 18 marzo, il primo cittadino, già avvocato di alcuni black block dopo i fatti del G8 di Genova, si è recato ai giardinetti di piazza Durante per l'intitolazione degli stessi a Fausto e Iaio, morti nel 1978 durante gli anni di piombo. Anche la "maggioranza dei professori" di Zona 7 si scorda di organizzare qualcosa di simbolico per celebrare la ricorrenza dell'Unità d'Italia. Peccato. Il Popolo della Libertà ha presentato una mozione affinché, seppur con un preavviso di soli 10 giorni - Dio creò l'Universo in 6 giorni, lo ricordo -, la Zona 7 riuscisse ad unirsi sotto l'egida del tricolore superando i consueti faziosismi. In commissione Cultura la kompagna presidente ha respinto la mozione non permettendo nemmeno che ci fosse un dibattito. Invece, la kompagna presidente della commissione Scuola, trattando l'argomento poco prima dell'inizio della seduta consiliare, ha dichiarato di essere favorevole all'iniziativa, ma che non c'erano i tempi tecnici per organizzare la manifestazione. Ho proposto di tenerlo a mente in occasione del prossimo consiglio dei bambini affinché venga trasmesso l'Inno di Mameli e che venga distribuito il testo per insegnarlo ai più piccini.
Sempre in tema Unità d'Italia, all'ODG della seduta del 19 marzo c'era un punto riguardante l'affissione del ritratto del Presidente della Repubblica. Dopo un acceso dibattito in merito al culto della personalità, che in passato è stato uno dei punti centrali di tutti i totalitarismi del Novecento, nel mio intervento mi sono augurato che l'anno prossimo, con la nuova elezione del Presidente della Repubblica, non venga rimossa l'effige a seconda di chi verrà eletto - mi auguro Silvio Berlusconi - e, per sopperire alla grave mancanza del presidente Tellini e della maggioranza del CDZ 7, ho provveduto alla messa in onda dell'Inno d'Italia. Tutto il PDL si è alzato in piedi per cantarlo, mentre tra i banchi della maggioranza ho visto solo due - forse tre - consiglieri seguirci nel canto, seppur esponenti delle istituzioni e pubblici ufficiali dello Stato italiano. Alla fine del mio intervento, una rappresentante della stessa maggioranza ha chiesto che la minoranza, con la stessa partecipazione - pressoché nulla -, partecipi al canto di "Bella ciao" il 25 aprile. Stupore!!! L'Inno di Mameli è visto in contrapposizione a "Bella ciao". Stiamo scherzando?!?! Inutile qui ricordare che in passato Albertini, Moratti e Podestà hanno preso parte alle manifestazioni per la Liberazione dal nazifascismo e che tutti e tre sono stati vittime di calunnie, offese, minacce e addirittura sputi in faccia.
Milano mia che cosa ti stanno facendo?

mercoledì 14 marzo 2012

Mancanze

Come sempre più spesso accade, la maggioranza di Zona 7 coglie ogni occasione per strumentalizzare i comportamenti della minoranza che siede nell'aula di via Anselmo da Baggio 55. Nell'ultima seduta di Consiglio, che si è svolta lunedì 12 marzo, il pretesto moralizzante è stato la non presenza dei consiglieri del PDL alla festa della donna - e non giornata come sarebbe più opportuno dire - celebrata presso Cascina Monastero, la sede istituzionale appunto del CDZ. Personalmente, ho trovato molto più grave la totale mancanza di rispetto umano nei confronti della memoria di Giacomo Gnudi. Infatti, giovedì 8 marzo si sono celebrati i funerali del residente di Zona 7 - orribilmente sbranato dai cani dei campi rom di Muggiano - e nessun esponente dell'amministrazione comunale si è degnato di rendere omaggio alla salma. Abbiamo appreso che Pisapia, poverino, fosse stanco e quindi avesse preso qualche giorno di ferie. Il presidente di Zona 7, Fabrizio Tellini, lautamente stipendiato con i soldi pubblici, invece, era troppo preso con i preparativi delle celebrazioni di cui sopra o, evidentemente, ha ritenuto di non presiedere alle esequie perché la chiesa di San Gaetano non rientra nei limiti territoriali di sua competenza trovandosi in via Mac Mahon.
Sta a voi giudicare.

Video: mancanze

lunedì 12 marzo 2012

Un congresso per rinnovarci

Il Popolo della Libertà, di cui orgogliosamente faccio parte, è alle prese con la spinta di rinnovamento che in questo mese di marzo sta avendo il proprio culmine nei congressi provinciali e cittadini in molte regioni d’Italia, e nelle primarie per la scelta dei candidati sindaco di alcune città. A Milano, sabato 3 marzo, si è votato per scegliere il coordinatore cittadino del nostro partito. L’80% dei tesserati, accorsi all’Unione del Commercio di corso Venezia, ha scelto di dare fiducia a Giulio Gallera, esperto e capace consigliere comunale che in passato è stato assessore nella seconda giunta di Gabriele Albertini e successivamente capogruppo del PDL con Letizia Moratti. In un periodo in cui il sentimento dell’antipolitica è all’apice, l’obiettivo di rinnovamento non è facile, ma, allo stesso momento, il ruolo assegnatoci è molto stimolante perché ai milanesi è ben chiaro, dopo solo nove mesi di amministrazione, tutta la faziosità della giunta aranciorossa che ha tradito le aspettative della città. Voglio ringraziare i 255 che mi hanno dato la loro preferenza come componente aggiuntivo dell’esecutivo meneghino, e voglio rassicurare tutti che questo nuovo coordinamento cittadino sta lavorando per far fronte al gravoso compito di “tenere botta” al sistema autoreferenziale di malgoverno di Pisapia & co(op) per essere poi richiamati ad amministrare Milano,  speriamo il prima possibile, come ben abbiamo fatto in passato. Il segnale dato da Giulio, e da tutti noi insieme a lui, è di promuovere un cambiamento deciso rispetto al passato, per essere più presenti sul territorio e più vicini ai cittadini senza fare le distinzioni di cui ha dato prova la giunta Pisapia nel recente rifiuto alla richiesta del gruppo PDL di esporre lo striscione, sulla facciata principale di Palazzo Marino, per chiedere la liberazione immediata dei due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, imprigionati in India. Altre amministrazioni italiane di centrosinistra hanno aderito all'iniziativa simbolica, di forte impatto mediatico, ma evidentemente per Pisapia i due soldati del Battaglione San Marco di scorta alla nave italiana non meritano la stessa attenzione data alla cooperante Raffaella Urru rapita in Algeria.
Martedì 6 marzo abbiamo organizzato un presidio sotto il consolato indiano di via Larga, in cui il coordinatore e due vicecoordinatori del Popolo della Libertà, Giuseppe Lardieri e Marco Osnato, erano in prima linea con altri esponenti dell’esecutivo del partito e i ragazzi di Giovane Italia per dare voce a tutti quei milanesi indignati per il mancato sostegno ai militari italiani e per il silenzio di quotidiani come "Il corriere della sera" e "La repubblica" che non hanno riportato nemmeno un misero trafiletto sul diniego del “sindaco gentile”, così gentile da essere subito pronto a querelare “Libero” e “Il giornale” per le giuste critiche rivoltegli. Questo sindaco non ha voluto ricevere a Palazzo Marino i sindacati delle Forze dell’Ordine che chiedevano spiegazioni in merito alla nomina nello staff del vicesindaco di quell’Azzolini immortalato negli anni ’70 con una pistola in mano in via De Amicis e per cui Pisapia non ha fatto una piega. Egli non condanna le scritte ingiuriose nei confronti della polizia apparse in pieno centro città né la profanazione della lapide commemorativa degli agenti, Cestari Santoro e Tatulli, orrendamente trucidati dalle Brigate Rosse l’8 gennaio 1980, ripulita l’8 marzo da Gallera e da una delegazione del neo coordinamento cittadino. Insomma, Pisapia ha veramente cambiato il vento, al popolo liberale di Milano la missione di farlo calare.
In bocca al lupo a tutti noi!

lunedì 5 marzo 2012

Morti in Zona 7


In riferimento agli ultimi fatti di cronaca nera avvenuti in via Martirano e in via Giotto, sono mesi che in Consiglio di Zona 7 chiedo che la sicurezza dei cittadini venga trattata con la giusta attenzione. Il presidente della commissione risulta poco sensibile all’argomento, lo dimostra il fatto che la commissione consiliare competente fu nominata “Politiche Sociali”. L’amministrazione di centrosinistra, su impulso dell’assessore Granelli, ha ritenuto che l’argomento venga affrontato con cadenza trimestrale attraverso una mappatura delle criticità segnalate dai cittadini. Nel mio intervento in occasione dell’ultima seduta del Consiglio di Zona del 5 marzo, ho chiesto che le morti di Giacomo Gnudi e di Gigliola Beratto - il primo sbranato da cani addestrati per i combattimenti clandestini nei campi rom di Muggiano e la seconda scippata e deceduta a seguito dell’accaduto, avvenute entrambe sul territorio di nostra competenza -, non finiscano unicamente in statistiche asettiche, ma che quanto prima venga convocato un Consiglio straordinario per affrontare la tematica così attuale e sentita dalla cittadinanza. Dopo i passati sopralluoghi ai campi rom di Muggiano e le promesse fatte ai residenti e agli agricoltori del Parco Sud, è giunto il momento di adoperarsi per dare seguito alle parole con fatti concreti. Ho chiesto che l’amministrazione comunale predisponga controlli e provveda a tempestivi interventi manutentivi sulle telecamere di videosorveglianza per le quali furono investite ingenti risorse economiche e che oggi risultano inutilizzate. I milanesi pretendono di non vivere nella paura e barricati nelle loro abitazioni.





sabato 25 febbraio 2012

Amministrazione comunale se ci sei batti un colpo


Un intero quartiere, quello di San Siro, è ostaggio dei lavori della MM5. Le strade sono una polveriera. Gli automobilisti devono districarsi tra gincane attraverso percorsi tortuosi e buche - crateri - nell’asfalto. Le macchine sfrecciano non rispettando i limiti di velocità e sbandando tra i guard-rail di plastica. Se non si è a conoscenza dello stato del manto stradale e si marcia oltre la media consentita in città si rischia di prendere un dosso e di volare contro le barriere di protezione. Basterebbe che i conducenti fossero più prudenti. Giusto. Purtroppo non è così semplice e l’amministrazione comunale, oltre che “educare” gli automobilisti, ha il compito di provvedere a posizionare della ben visibile segnaletica stradale, d’implementare l’illuminazione e di vigilare sull’operato delle società appaltatrici affinché rendano sicuri i cantieri. In concomitanza con i lavori della metropolitana, in altre vie, si sta provvedendo al posizionamento delle tubature per il teleriscaldamento. Dati alla mano, le statistiche parlano di un aumento esponenziale dei furti negli appartamenti. Ci segnalano di aggressioni verbali e di minacce ai passanti in strade poco illuminate, che addirittura si spaccia a cielo aperto. Insomma, il caos più totale!
La MM5 è un'infrastruttura importantissima per Milano e il quartiere di San Siro beneficerà di un reale miglioramento della vita: meno traffico e meno smog in concomitanza delle partite e dei concerti. I cittadini pretendono che le promesse fatte durante la commissione pubblica dello scorso settembre siano portate a termine ***. Siamo a febbraio e niente è stato fatto. Per percorrere 4 km, tra attese varie e cambi di mezzo, ci vuole più di mezzora! Via Morgantini è congestionata in qualsiasi orario perché non progettata per accogliere lunghi autobus e tutto il traffico automobilistico deviato dalle arterie principali. Ai miei solleciti, l’amministrazione di Zona 7 risponde che si sono tamponati i disservizi con la riapertura di via San Giusto al passaggio della 49 per raggiungere l’ospedale San Carlo - più che altro per accontentare i comitati operanti nel quartiere di cui qualche consigliere di maggioranza è membro -, che i residenti più disagiati sarebbero gli abitanti in fondo a via Civitali che distano “solo” 250 metri da una fermata della 49/16 di via Capecelatro, che bisogna sostanzialmente attendere. Pazienza - testuali parole - per chi ha problemi di deambulazione e per gli anziani, prima impongono l'Area C e poi ci rispondono di pazientare se non ci sono i mezzi. La pazienza ha un limite! Aspettiamo da settembre che vengano presi provvedimenti, ma evidenziamo che la fermata di via Stratico - non prevista inizialmente e richiesta successivamente dai cittadini - è stata predisposta dalla precedente amministrazione in meno di una settimana. L'amministrazione comunale fa finta di non capire che per il futuro avanzamento del cantiere sia indispensabile agire con il dovuto anticipo. Il percorso sostitutivo deve essere rivisto quanto prima. Dalle parole si passi ora ai fatti! Si tratta di venire incontro alle esigenze dell’utenza già disagiata dai cantieri inquinanti e dai danni provocati alle abitazioni a causa degli smottamenti del terreno e alle macchine per colpa di buche - crateri - e polvere derivante dagli scavi. Bisogna pazientare, certo, ma bisogna anche tutelare i cittadini e, se si crede che stia strumentalizzando la vicenda, la foto allegata del condominio di via Harrar è la prova evidente del malgoverno della situazione. La maggioranza di Zona 7, dopo i quasi sei mesi ormai trascorsi da quella assemblea pubblica, dimostra di essere totalmente inadeguata e a molti residenti che parteciparono all’incontro dello scorso settembre è venuto il sospetto che il conclamato ascolto delle richieste del territorio in fase decisionale, visti i risultati, sia l’ennesimo bluff da propaganda elettorale.  

domenica 5 febbraio 2012

Scusate lo sfogo

Le dimissioni della signora Letizia Brichetto Arnaboldi in Moratti dal consiglio comunale di Milano ci hanno profondamente ferito, immensamente di più rispetto a tutti gli insulti che ci vennero sputati addosso per due lunghi mesi dell'ultima campagna elettorale, senza dimenticare quelli del 2006. Il nobile proposito d'impegnarsi per gli ospiti di San Patrignano è lodevole, niente da obiettare. Dispiace perché all'indomani della bruciante sconfitta la stessa Moratti aveva mandato una lettera ai milanesi e una mail agli eletti e ai candidati del PDL per rassicurarci che il suo impegno per Milano non sarebbe venuto meno. Essendo sindaco uscente, alla signora sarebbe spettato un compito oneroso: quello di rispondere colpo su colpo all'amministrazione aranciorossa che attribuisce alle precedenti gestioni comunali alcune strumentali nefandezze. La signora Moratti avrebbe dovuto stare sulle barricate insieme a chi ha creduto in lei nonostante in molti la dessero perdente sin dal 2006. Anche il nostro presidente ha creduto nella sua persona, che invece ha pensato bene di ringraziare dicendo che la sconfitta fosse imputabile a Berlusconi, senza riconoscere invece i propri errori. I consiglieri comunali e noi consiglieri di zona continueremo il gravoso lavoro sul territorio, lo scrivo al termine di un gazebo durato 8 ore, con -5ºC e la neve intorno a noi. Poco importa se continueremo a prenderci insulti per colpe di altri, mentre c'è chi assessore regionale ci passa di fianco senza unirsi a noi, senza nemmeno fermarsi a salutarci o ad incitarci nel lavoro che portiamo avanti. Poco importa se facciamo sacrifici e mettiamo da parte i nostri affetti per rispondere con immediatezza ai bisogni dei cittadini. Poco importa se abbiamo perso amicizie d'infanzia e di gioventù perché crediamo nei principi fondanti del nostro movimento politico e tanti altri insieme a noi. Poco importa se il sentimento dell'antipolitica ci presenta come ciarlatani o, peggio, ladri quando in realtà percepiamo 250 € al mese e gli unici tagli ai costi della politica di cui si è accennato sarebbero dovuti arrivare da chi ha il ruolo più importante data la vicinanza con la città. Poco importa se altri hanno approfittato della scia vincente e vittoriosa del presidente Berlusconi anche se adesso è giusto che marciscano nelle patrie galere, dando il buon esempio che fino ad oggi non ci hanno dato. Noi andiamo avanti con passione, signora Moratti, perché amiamo veramente la nostra Milano!



mercoledì 25 gennaio 2012

Sicurezza vs Politiche Sociali

C’era una volta a Milano uno Sceriffo di nome Riccardo De Corato. Fece della legalità la sua bandiera e le battaglie politiche da lui promosse erano rivolte alla tutela dei più deboli, al rispetto delle leggi e alla salvaguardia del decoro pubblico, acerrimo nemico dell’abusivismo, della contraffazione, delle occupazioni abusive, dell’accattonaggio e della prostituzione. Ogni milanese poteva dormire sonni tranquilli perché anche di notte il rispetto dei regolamenti comunali e del quieto vivere veniva garantito dalle telecamere di videosorveglianza appositamente installate. Si guadagnò l’appellativo di Sceriffo da chi vive ai confini della legalità, le stesse persone che festeggiarono sotto casa sua il giorno che fu spodestato da Palazzo Marino. 
Dissero che un giorno cambiò il vento. La commissione consiliare che un tempo era chiamata SICUREZZA venne rinominata POLITICHE SOCIALI. Non si parlava più di rispetto della legalità, ma di coesione sociale. Gli sgomberi delle case abusive terminarono e ci dissero che dovevano essere tutelate le persone che occupano per necessità, poco importavano i distinguo. In barba alle interminabili liste d’attesa per l’assegnazione degli appartamenti alle famiglie bisognose, fu proposto di dare le case sfitte ai fratelli rom.  L’accattonaggio non fu più osteggiato, ma sempre di più tollerato. In città si diffuse la convinzione che ognuno potesse agire come meglio credesse e senza alcun rispetto delle leggi - di civiltà, di educazione, dei codici - e con il calar del sole i milanesi iniziarono a barricarsi in casa, prigionieri tra le proprie mura domestiche per evitare di essere aggrediti, derubati o peggio ancora, come accadde al ghisa Savarino, ucciso mentre espletava le proprie funzioni di controllo del territorio. 
Questo racconto è stato scritto affinché l’attenzione per un tema tanto sentito dalla stragrande maggioranza della cittadinanza non venga mai meno. Risulta evidente che la visione in materia di sicurezza sia totalmente contrapposta tra chi ritiene che debba essere prioritaria, da garantire sempre e comunque anche attraverso il pattugliamento delle strade da parte dell’esercito, e chi ritiene che i fondi a disposizione debbano essere impiegati per finanziare i progetti legati alla Palestina e per ristrutturare le cascine dell’Oltrepò pavese affinché vengano messe a disposizione dell’ospitalità dei nomadi, per definizione, non stanziali.
L'assessore competente chiede ai Consigli di Zona di preparare una mappatura delle segnalazioni delle criticità legate al tema della sicurezza, udite udite, trimestrale! Se ci fosse bisogno di un’ulteriore conferma, tale provvedimento dimostra l’inadeguatezza di chi governa Milano credendo che tale scottante argomento non sia da trattare in maniera decisa, forse perché convinti che chi delinque si fermi ad aspettare che arrivino provvedimenti post mappatura. Inoltre, sarebbe interessante capire come viene gestita, oggi, la manutenzione delle telecamere di videosorveglianza dislocate in tutti i quartieri di Milano e chi controlla le immagini riprese.  Intanto, le denunce a seguito di furti sono in continuo aumento eppure c’è chi pensa ancora che i dati statistici diramati dalle Forze dell’Ordine e pubblicati quotidianamente dai giornali siano pura finzione. Chissà gli affetti del ghisa ucciso cosa ne pensano degli abbracci ai fratelli rom? E i familiari della donna scippata ieri sera in pieno centro?

Intervento 23 gennaio 2012

mercoledì 18 gennaio 2012

KGB in Zona 7

Il confronto politico di Zona 7 si è ultimamente incentrato su ciò che i consiglieri del PDL scrivono o pubblicano su un gruppo di facebook. Dopo le difficoltà nel dare risposte ad alcuni cittadini iscritti al medesimo gruppo in riferimento al flop dell'ordinanza contro i botti di Capodanno non v'è più traccia - se non qualche sporadica apparizione - dei contributi della maggioranza...mi è venuto il sospetto che ci siano delle spie del KGB infiltrate oppure sono i consiglieri di maggioranza che ci osservano di nascosto? Lunedì prossimo di cosa ci accuseranno? Dopo le considerazioni contro la mia persona per essere fan dell'ex ministro Brunetta e la (pessima) “battuta” sulla statura politica dell'onorevole mi aspetto di tutto: non erano loro i fautori della pari dignità?!?! Questa è l'ennesima dimostrazione di quanto siano inadeguati. Oltre alla demagogia altre proposte non ve ne sono. Che pena che mi fanno!
Questo il mio intervento

martedì 10 gennaio 2012

Attacchi personali

Ieri è stata una giornata che dimenticherò difficilmente.
In mattinata ho ricevuto una mail delirante in cui, tra bestemmie e riferimenti a un post sul mio blog dal titolo "A scuola di demagogia stalinista", sono stato deriso e minacciato. Sfortunatamente, chi mi ha scritto attraverso facebook mi ha bloccato impedendomi quindi di potergli dare la possibilità di mettere in pratica le tecniche di "seppellimento". Se mi leggi, caro anonimo, fatti vivo così fissiamo un appuntamento e ne parliamo da uomini e non da conigli. Avrei voluto parlare dell'accaduto ai miei colleghi di Zona 7, ma in serata c'è stato il Consiglio dove il capogruppo del PD, Enea Coscelli, mi ha colpevolizzato per alcune mie affermazioni contro i dipendenti pubblici da me scritte sul gruppo facebook del CDZ 7. Come se dovessi rendere conto a lui di quello che penso e se dovessi chiedere il permesso per la pubblicazione dei miei scritti. Dall'alto della sua caratura politica, mi ha tacciato di essere della stessa "altezza" politica dell'ex-ministro Brunetta - magari! - . Inutile ogni tipo di commento ai mal celati doppi sensi. Venivo accusato di scarso rispetto nei confronti dei dipendenti comunali del settore di Zona 7 che lavorano sotto organico. In realtà, in quel post non ho mai citato i dipendenti del settore che, anzi, sono sempre stati molto disponibili nei confronti di chi è alla sua prima legislatura e ha difficoltà a muoversi tra i meandri della burocrazia statale. Il mio discorso era molto sviluppato e ad ampio respiro e mi riferivo ad altri impiegati e forte della mia esperienza all'interno dell'amministrazione provinciale in cui ho visto, da vicino, tutti i comportamenti "malati" dei fannulloni pubblici. Non ho voluto polemizzare più del dovuto per i motivi di cui sopra e a chi mi provoca continuamente. Certo, non posso nascondere la mia sorpresa sul come si siano volute decontestualizzare le mie parole con l'unico intento di strumentalizzare il mio discorso. Il mio unico errore, in ciò che ho scritto su facebook - strumento ludico e non istituzionale - è stato quello di generalizzare e per questo mi son sentito in dovere di chiedere scusa a chi, per il momento, non si è mai dimostrato lento nel darmi risposte alle richieste. Fortunatamente, i dipendenti del Settore della Zona 7 del Comune di Milano sono più intelligenti di chi vuole mettere zizzannia...a che pro non mi è dato saperlo visto che, ultimamente, il mio atteggiamento in CDZ 7 è tutt'altro che polemico, ma sempre propositivo. Che forse si cerchi di "colpire" chi si dà da fare per il bene della collettività portando le proprie proposte a differenza di chi, in 8 mesi, non si è mai fatto promotore di una sola iniziativa? Che forse si vogliano mettere dei blocchi al rapporto di lavoro venutosi a creare tra dipendenti comunali e un rappresentante della minoranza, ma pur sempre del primo partito della zona? Ciò non mi è dato saperlo. Chi mi conosce sa bene che non ho problemi a dire a chiare lettere ciò che penso e in futuro, se capiterà, non avrò alcuna difficoltà a chi si comporterà in maniera ostruzionistica nei miei confronti.
Ieri sera avevo chiesto la parola prima che venissi colpevolizzato per le mie posizioni contro una buona parte di quei 3.200.000 - tremilionieduecentomila - dipendenti pubblici che pesano non poco sulle tasche degli italiani e dello Stato. Il mio intervento, come noterete dal filmato filmato del 9 gennaio, voleva chiedere a che punto fossero alcuni riscontri ad interrogazioni presentate mesi fa a cui, da regolamento, dovrei ricevere replica scritta entro 30 giorni. Chiaramente, il presidente della Zona 7 non mi ha dato risposte se non quella di non preoccuparmi in riferimento al suo lauto stipendio di dipendente pubblico perché non spetta a me giudicare il suo operato - e a chi se non ai cittadini per voce dell'opposizione in aula? -. Avrei voluto focalizzare il mio intervento sulle famose linee programmatiche che vengono chiamate in causa ogniqualvolta che PDL e Lega presentano qualche mozione su tematiche - decentramento, mobilità e cultura su tutte - che non possono più essere rimandate.
Ormai sono passati 8 mesi dall'insediamento della giunta rossarancione ed è venuto il momento di dare risposte concrete alla cittadinanza.